Madri lavoratrici

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Madri e lavoro

Sono sempre in cerca delle parole giuste per parlare della mia vita, ma come sempre le parole giuste non si trovano mai; forse perché la mia esistenza assomiglia a quella di moltissime altre donne che come me combattono tutti giorni con uomini, figli, lavoro e soprattutto con l’orologio. Sì, perché in fondo 24 ore non ci bastano per sistemare tutti i tasselli della nostra giornata.
Innanzitutto sono una mamma, o meglio, la mamma felice di tre bellissimi bambini che hanno letteralmente stravolto la mia vita e, ovviamente, anche quella di mio marito. Prima di loro tutto ruotava attorno a noi due, al nostro lavoro, ai nostri amici, ai nostri “ dove andiamo stasera??”. Adesso tutto è diventato “più grande”: la casa, la macchina, il nostro cuore.

Non so spiegare cosa sia successo veramente ma è come se per tutta la mia vita avessi aspettato solo il momento di vederli nascere. E’ proprio in quegli attimi in cui il dolore e la paura si trasformano in gioia che ti senti pervadere il corpo e la mente di una forza, di una vitalità e di una pienezza del tutto inaspettate; e in quel momento ti senti per la prima volta “perfetta”, assolutamente inattaccabile e invulnerabile.

I miei bambini mi hanno regalato l’opportunità di dare un senso nuovo ad ogni cosa, di vivere col giusto distacco i problemi quotidiani che prima mi sembravano insuperabili e di riflettere sulla bellezza delle piccole cose che spesso ci sfuggono.

Vorrei condividere con loro ogni momento della giornata, vederli sorridere, sentirli parlare, guardarli giocare e ascoltare le storie che inventano mentre si travestono coi vestiti rubati dal mio armadio. Ma le ore che riesco a trascorrere con loro sono veramente poche perché tranne i fine settimana, gli altri giorni lavoro full time in una grande azienda.

Purtroppo ogni mia richiesta di part time è rimasta inascoltata nonostante la mia situazione, con tre figli e il resto della famiglia lontano, non sia semplice. Eppure oggi le aziende riescono sempre a trovare mille scuse e cavilli pur di non dare una riduzione di orario alle madri lavoratrici. L’attuale crisi, poi, è stata un’ulteriore attenuante per i datori di lavoro e un ostacolo in più per i lavoratori in generale e più specificatamente per le mamme.

Il part time è sicuramente la soluzione più intelligente per tutte le donne che, come me, non vogliono e non possono per motivi economici lasciare il lavoro e al contempo scelgono di avere una famiglia. Sì, perché i figli non sono e non devono diventare un bene di lusso che solo i ricchi possono avere. I figli non si comprano, si amano.

Tuttavia farli crescere (e questo è innegabile) è molto costoso soprattutto quando si vive in una metropoli e nonostante si sia disposti a rinunciare ad ogni sorta di bene superfluo. I miei bambini sono piccoli, io devo lavorare e non so mai a chi affidarli durante quelle ore in cui gli asili non garantiscono la copertura.

Ed ecco allora alternarsi baby sitter improbabili che non dicono una parola di italiano ma che ben conoscono il colore dei soldi … e tu a chiederti sempre se vale veramente la pena tornare in ufficio per regalare il tuo già non cospicuo stipendio a gente che non bada neanche bene ai tuoi figli.

Insomma, combatto tutti i giorni la mia battaglia più grande che è quella di far crescere i miei figli il più serenamente possibile sperando che i miei enormi sensi di colpa vengano cancellati dai loro sorrisi.

C. S.

 

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