Surreale

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Passare da una richiesta di aiuto ad un commento “filosofico” non sarà semplice. Mi appoggio a uno dei motivi più forti che mi fa “scadere” in parole i miei pensieri. Una sorta di dovere kantiano nei riguardi di “lui”.

Once upon a time…cioè domenica scorsa.
Me ne stavo, al freddo mattutino, bella bella con il mio cagnolino nero in un campo non coltivato con adiacente vigneto. Vivendo alle pendici di Marino -città del vino- non è difficile.

 

vigneto sotto la ferrovia

 

La cosiddetta vigna è un fazzoletto rettangolare che divide dalle ultime case in espansione la ferrovia e quello che ad oggi noi consideriamo un parco. In realtà è una tenuta privata. Ma noi siamo italiani furbetti e ci entriamo comunque, ed il proprietario è assorbito dai debiti con le banche, e figurati se è in pensiero che la tenuta non ha una possente recinzione!

Niente parco la domenica mattina. Troppo lontano: si sta in vigna, nel fazzoletto con la ferrovia e le case intorno.
Passeggio col cane che mi fa da guardia del corpo e da cacciatore nello stesso tempo.
Poi all’improvviso una sagoma si muove verso di me…e un ululato. Il mio cane comincia ad abbaiare ed io osservo placidamente chi esso sia. Un cacciatore ed il mio cane che, ammazza quanto abbaia ‘mo sveglia tutto il quartiere, gli corre incontro. Fermo là.

Ma che ci fa un cacciatore qui. Lo dico sempre anche al parco che è molto grande ed è frequente che solo qualche stormo passi. Ma qui, con tutta quella serie di divieti (non si spara agli stormi che sono protetti, non si spara nei pressi delle aree abitate etc, etc) che fa passare la voglia di vivere.
Pensieri piuttosto impegnativi che mi danno la tipica espressione a punto interrogativo.
Poi io guardo con insistenza e non capisco.

Buon giorno. Dice lui.
Buon giorno. Va a pescare? Dico io.
Con gli occhi strabuzzanti lui mi guarda e riguarda il fucile che tiene in spalla.- Magari, a cacciare?
-No, no. Le manca solo la retina da pesca ed è perfetto! Chiunque può pescare così anche in un prato incolto. Ma anche, cacciare è lo stesso. Dico io.

La maggior parte delle volte che rispondo a qualcuno, lanciandogli i miei pensieri, mi guarda sconcertato e non capisce. Io lo capisco e proseguo per i fatti miei.

 

F. A.

 

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